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Dalla rivoluzione industriale a quella digitale

Come noto, nei secoli scorsi si è assistito ad una rivoluzione importante che ha letteralmente scosso la società dal suo torpore: si tratta della “Rivoluzione Industriale” nata nel Regno Unito e “deflagrata” ovunque.

Altrettanto ferocemente, e non necessariamente alla stessa velocità, il mondo odierno è stato “vittima” cosciente di un’ulteriore rivoluzione che ne ha cambiato non solo le sorti, ma anche l’approccio (agli altri, alla professione, allo sport…) e la gestione della vita quotidiana.

Trattasi, questa volta, di una “Rivoluzione Digitale o Informatica“.

Ciò che nella sezione “Legal” preme sottolineare è, anzitutto, che non questi articoli sono brevi saggi, non anche pareri o consulenze per i quali si rimanda ad altra sede.

Tornando “a bomba”, come suolsi dire, il diritto tocca l’informatica sia direttamente che indirettamente. Un esempio è, nel primo caso, la tutela (tra l’altro differenziata) di hardware e software. Nel secondo, invece, quell’aspetto emergente che prende il nome di e-commerce. Il commercio elettronico appartiene ad un’altra branca (l’economia), ma va comunque tutelato e disciplinato e, si ricordi, ancor più delle precedenti forme di commercio, quello online assume caratteri transnazionali, il che affatica un po’ il giurista che debba comprenderne le dinamiche ed interagirvi.

Le nuove tecnologie, come l’acqua, arrivano ed investono qualsiasi ambito: non solo e-commerce, ma anche e-governance, e-government, e-democracy… E pensare che, un tempo, sembrava futuristico l’uso della moneta quando ancora imperversava il baratto.

A proposito di moneta… lo sappiamo, sì, che al giorno d’oggi conta poco quanta “carta” si ha in banca a fronte dei dati che, la banca stessa, ha in merito?

Anzi: ancor più impressionante è quella nuova e strana forma di moneta che ha preso piede, con il nome di bit coin.

Questo, ancora una volta, sottolinea l’importanza di cogliere e percepire i cambiamenti e di aggiornarsi, se non in tempo reale, in fretta. Perlomeno nei propri ambiti di competenza.