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Informatica giuridica: Il Giano bifronte

Di questi tempi assistiamo ad una fase di informatizzazione e di digitalizzazione – quasi – globale.

Laddove per “globale”si intende mondiale (con i limiti fisici e culturali di cui siamo tutti a conoscenza) e capillare, in quanto penetrante nei vari ambiti della società.

Così, ad esempio, in cucina: siamo pieni di robot e ausili vari (si pensi al minipimer). Idem dicasi per l’ingegneria o per le telecomunicazioni…

Solitamente si tende ad associare l’informatica alle materie scientifiche e “pratiche”: questa breve considerazione mira, invece, a sfatare il mito che, tra questa e la giurisprudenza, non vi sia una compenetrazione forte tanto da renderle talvolta indivisibili.

Invisa ai più, tra i giuslavoristi, l’informatica fa, decisamente, parte di quella nuova e moderna branca della giurisprudenza.

Ma andiamo con ordine.

La Treccani dà una semplice, ma efficace, definizione di “informatica”:

“Il termine informatica deriva dalla crasi dell’espressione francese information automatique ed indica la gestione automatica di dati e di informazioni mediante calcolatore. Coniato nel 1962 da Philippe Dreyfus – docente dell’Università di Harvard, che nel 1950 utilizzò Mark I, il primo computer automatico – ha avuto una notevole diffusione in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta. Oggi, il termine informatica ha assunto altresì il significato di disciplina scientifica e sta per scienza dell’uso dell’elaboratore elettronico (computer science). Alla sua base vi è la conversione in impulsi elettromagnetici, tramite un codice binario, di dati intelligibili all’uomo”.

Data questa brevissima infarinatura (l’argomento è di indubbia utilità ed interesse, che però non tratteremo approfonditamente in *questa* sezione, essendo essa dedicata al *legame* tra l’informatica ed il diritto), è ora necessario proseguire dipanando l’intenso e stretto rapporto tra la digitalizzazione e la guido sfera giuridica di una società.

Il concetto di informatica giuridica si articola in due diversi momenti: il diritto dell’informatica e l’informatica del diritto.

Come da parole del Prof. Sartor, un mio docente universitario (nel testo: “Corso d’informatica giuridica, Volume I, L’informatica giuridica e le tecnologie dell’informazione”, Giappichelli), si può pensare a questa sinergia come a due facce della stessa medaglia. Anzi, con una figura ancor più indicativa ed immediata, come a Giano bifronte.

Perché, ormai, c’è una interconnessione talmente stretta e inscindibile che l’unica alternativa è arrendervisi, accoglierla ed affrontarla!

Questo è uno dei propositi della sezione che state navigando, ovverosia introdurvi, con piccole pillole, ad un mondo che non solo spieghi cosa accomuni e leghi due discipline all’apparenza estranee ma anche come, le stesse, cooperino e collaborino o, da ultimo, come si tutelino l’un l’altra.

Dalla rivoluzione industriale a quella digitale

Come noto, nei secoli scorsi si è assistito ad una rivoluzione importante che ha letteralmente scosso la società dal suo torpore: si tratta della “Rivoluzione Industriale” nata nel Regno Unito e “deflagrata” ovunque.

Altrettanto ferocemente, e non necessariamente alla stessa velocità, il mondo odierno è stato “vittima” cosciente di un’ulteriore rivoluzione che ne ha cambiato non solo le sorti, ma anche l’approccio (agli altri, alla professione, allo sport…) e la gestione della vita quotidiana.

Trattasi, questa volta, di una “Rivoluzione Digitale o Informatica“.

Ciò che nella sezione “Legal” preme sottolineare è, anzitutto, che non questi articoli sono brevi saggi, non anche pareri o consulenze per i quali si rimanda ad altra sede.

Tornando “a bomba”, come suolsi dire, il diritto tocca l’informatica sia direttamente che indirettamente. Un esempio è, nel primo caso, la tutela (tra l’altro differenziata) di hardware e software. Nel secondo, invece, quell’aspetto emergente che prende il nome di e-commerce. Il commercio elettronico appartiene ad un’altra branca (l’economia), ma va comunque tutelato e disciplinato e, si ricordi, ancor più delle precedenti forme di commercio, quello online assume caratteri transnazionali, il che affatica un po’ il giurista che debba comprenderne le dinamiche ed interagirvi.

Le nuove tecnologie, come l’acqua, arrivano ed investono qualsiasi ambito: non solo e-commerce, ma anche e-governance, e-government, e-democracy… E pensare che, un tempo, sembrava futuristico l’uso della moneta quando ancora imperversava il baratto.

A proposito di moneta… lo sappiamo, sì, che al giorno d’oggi conta poco quanta “carta” si ha in banca a fronte dei dati che, la banca stessa, ha in merito?

Anzi: ancor più impressionante è quella nuova e strana forma di moneta che ha preso piede, con il nome di bit coin.

Questo, ancora una volta, sottolinea l’importanza di cogliere e percepire i cambiamenti e di aggiornarsi, se non in tempo reale, in fretta. Perlomeno nei propri ambiti di competenza.