• info@valentinabertelli.it

Archivio dei tag Il successo di un fallimento

La calma è la virtù dei… calmi

Proprio così.

Scrivo questo articolo “di pancia”, al volo, nonostante abbia tanto di cui parlare ancora, e sia decisamente indietro.

Aggiungo che, inoltre, per me i social sono un biglietto da visita, non un diario personale per cui queste mie parole di oggi saranno una deviazione speciale, ma rappresentano un’esperienza più che uno sfogo che, magari, potrebbe essere utile a qualcuno.

“Chi arranca a testa bassa è costantemente superato da chi si ferma, ogni tanto, a riflettere e riposare”

Una volta ho letto questa frase e mi è rimasta impressa. Un po’ mi rispecchiava già e, un po’, l’ho fatta mia. Esagerare, cercare di far tanto, troppo, spesso porta solo a dei gran guai e io, in queste settimane, ne sono la testimone vivente.

L’ultimo anno per me è stato faticoso, pieno di cambiamenti e di emozioni (e pure frustrazioni!). Questi hanno riguardato la mia vita in toto: emotivamente e lavorativamente

Ciò ha comportato degli scossoni non indifferenti con ovvie scossette d’assestamento.

Ho lasciato indietro amici, persone tossiche così come ne ho conosciute delle altre. Di passaggio o più statiche, ma tant’è. Ho cambiato pressoché lavoro, dovendo ricominciare daccapo, ma scoprendo una passione e un talento sopiti e mai sollecitati realmente. E, a ciò, ho aggiunto dei progetti che sto cercando di realizzare a fatica, con altrettanti “litigi”, sgomitando e dedicandovi anima e corpo.

“If your dreams don’t scare you, they’re not big enough”, no?

Però. C’è un “però”.

Però sono finita in overflow (essì, l’inglesismo è stato fatto apposta per la rima!).

E sapete perché?

Ansia da prestazione (in primis).

Ho stravolto tutto, sono entrata in contatto con personaggi vari che mi hanno cercata, dato fiducia e io, per la fretta di dimostrare a me stessa e a loro di essere capace e vogliosa, ho esagerato.

Una sorta di bulimia lavorativa e formativa che, alle lunghe, non paga. Si rischia l’inaffidabilità, la sfiducia, la credibilità. Solo i fatti contano e la speranza che chi ha creduto in te all’inizio, comprenda e lo faccia ancora.

Workaholic? No, grazie.”

In fase di start-up, laddove l’azienda era la Valentina stessa, ho premuto sull’acceleratore, rischiando il crash anche nei campi a me affini o propizi.

Indubbiamente ero in fase di “straordinari” perenne, ma questo non doveva oltrepassare certi confini per me più che per il resto.

Alcune persone, più o meno esplicitamente, mi hanno dato degli input che oggi, nonostante i miei “ho capito” totalmente razionali, mi hanno portata alla reale comprensione di quanto stessi esagerando. Anche il mio raffreddore ha contribuito a spiegarmelo!

“I progetti falliscono, non le persone”!

Qualche mese fa ho preso parte ad una conferenza alla quale hanno partecipato due oratori (Andrea Visconti e Francesca Corrado con la sua scuola di fallimento) davvero interessanti i quali, effettivamente, hanno detto una cosa tanto ovvia, quanto saggia ma quanto dimenticata da tutti. Le persone non falliscono. Basta sentirsi miseri o falliti per dei flop.

Chi non fa, non sbaglia e allora “fatti“, come mi ha scritto un “tizio” oggi (e no, non di droga!). Uno che recentemente mi ha coinvolta in alcuni progetti vedendo qualcosa in me.

Guardare avanti è l’obiettivo.

E per me che, ad ogni cazzata, non ci dormo la notte per giorni non è immediato, ma in effetti quando il guaio è fatto, rimuginare è uno spreco di energie. Va bene un debriefing, perché per imparare dai propri errori tocca anche capire cosa sia successo e poi andale!

“Piove sempre sul bagnato”

Vero. E sapete perché? Perché il mood influenza noi stessi e il nostro comportamento. Ansia genera ansia. Disordine porta disordine e via andare…

Gli impegni mi si sono accavallati, i ritardi accumulati, il sonno arretrato che ormai sogno in lire! ;D

Sono sempre di corsa, mangio male e come capita. (E la ciccia incede!) Ho dimenticato un turno di lavoro, ho dimenticato persino i giorni di una gara alla quale dovevo partecipare! Avevo orientativamente preso un intero weekend libero, ma solo all’ultimo momento ho realizzato che si iniziava il giovedì sera, partendo il venerdì mattina e che la domenica sarebbe servita solo come trasferimento a casa!

In più sono attaccato a cel, tablet, pc 24h.

Poi mi sono ricordata anche di altre perle: non importa quanto freelance e libera da “cartellini da timbrare” possa essere. Ad una certa, staccare. Un mio collaboratore mi ha risposto, durante una telefonata di lavoro, esattamente così: “Io parlo di lavoro dalle 7.30 alle 20.00. Poi basta. Fosse anche, solo, una mail”. Non ha mica tutti i torti!

L’importanza dei limiti

Riconoscere i propri limiti è essenziale. E vitale. Un limite non è un demerito e, anzi, può essere uno stimolo. Nonché un “muro” solo momentaneo. Pertanto scegliere bene i propri impegni, scaglionarli e, semmai, rimandarli o rifiutarne altri è saggio.

Pensate al tetris! La base scende solo se i mattoncini ci sono tutti, altrimenti la schermata si riempie e… game over!

“C’è chi dice no”

E l’importanza dei “no”. No alle chiamate nei momenti inopportuni (ormai portavo il cellulare anche in palestra o al campo sportivo, pur di essere reperibile); alle chat serali, quando posso finalmente rilassarmi  o durante la giornata, mentre ho altro da fare. Spiegare ai miei interlocutori che se dessi sempre, a tutti, il tempo quando e come lo richiedono non vivrei più.

No a riunioni, aperitivi o corsi quando si è stanchi o straimpegnati perché poi la mente cede.

E non mi stupisco se resto fuori di casa, dimentico il cellulare chissà dove, le chiavi sull’auto parcheggiata in centro o, banalmente,  accumulo panni da stirare o faccio troppa fatica in sala pesi perché sono stanca e affaticata e insonne.

E meno male che la mia fisioterapista mi “scrocchia” per bene! Certo, sono reduce da un infortunio, ma fidatevi che buona parte di contratture è tanto stress! (Ah, grazie Auro!).

Cui prodest?

A chi giova? A nessuno!

No, ragazzi miei. Non arranchiamo. Nemmeno fossi una top manager!

Respirare. Battere le mani. Ricordare qual è la propria posizione e altro giro, altra corsa!

Uno dei consigli  migliori datimi da una persona a me cara, quando giocando a pallavolo una sera inanellavo sbagli su sbagli perché nervosa, rischiando di peggiorare la situazione e di mandare in confusione una squadra intera.

L’effetto domino è un disastro! Poco e bene, poco e bene… Deve diventare un mantra.

 

Quindi vorrei ringraziare chi, in questi mesi, mi ha aiutata ad allontanare le negatività, a credere in me stessa, a realizzare che la reperibilità costante sì, ma solo se sei Dr. House e non Valentina Bertellia;  respirare e stare calma; a capire che ho tutte le potenzialità del mondo, ma la forza è nulla senza il controllo e la mia energia strepitosa e coinvolgente va ben incanalata o è sprecata. A chi ha dimostrato una cultura dell’errore fortemente positiva; a chi ha creduto nei miei progetti nonostante sembrassero campati in aria e a tante altre persone, ma che ora, in questo caso, posso riassumere (e non necessariamente in questo ordine di consigli) in Gianluca, Celeste, Francesca, Matteo e Andrea.

Ad majora.

 

Fallimento o successo

Errare humanum est. Perseverare autem diabolicum.

Ma fermiamoci un momento. A quell’attimo prima… Sbagliare.

Cosa significa, realmente, sbagliare?

Puoi immaginare l’imbarazzo quando uccisi il tizio sbagliato

– Joe Valachi

A prescindere da come il dizionario definisca questo verbo, l’atto di sbagliare è talmente personale da investire fortemente la psiche umana, talvolta devastandola.

C’è chi associa all’errore (ovvero al suo opposto, la perfezione) una mancanza (conferma) di stima – verso se stessi o verso il soggetto che lo commette – ma se pure i proverbi recitano che “sbagliando si impara”, da dove nasce tale senso di discredito?

La fenice risorge dalle proprie ceneri ed è ciò che capita più o meno a tutti, specialmente quando comprendiamo che il fallimento non è “personale”.

L’idea fallisce. Un progetto fallisce. Ma non la persona.

Questo concetto dilaga in alcuni paesi, però è ancora troppo di nicchia in Italia tant’è che se ne deve parlare sdoganandolo. Rendendolo umano e accessibile all’emotività di tutti.

Il che non si traduce in lassismo e permissivismo sfrenati.

L’errore, se dovuto a incuria, negligenza, imperizia può comportare anche conseguenze gravi ma come da titolo, è umano e se comunque c’è impegno e dedizione, non può ritenersi una “cosa brutta”.

Un buon leader sa come riprendere ma anche come spingere un collaboratore dopo uno sbaglio, senza colpevolizzarlo eccessivamente.

E come affrontarlo, invece, quando riguarda solo la propria persona o un proprio progetto?

Beh: c’è chi ha messo a disposizione la propria testimonianza durante un evento molto interessante che si è tenuto in Rimini, nell’agorà di Rimini Innovation Square.

“Il successo di un fallimento” sembra un ossimoro, ma è il titolo dato al pomeriggio trascorso pochi giorni fa.

Gianluca Metalli

La paternità di questa iniziativa si accredita a Gianluca Metalli: imprenditore riminese, vicepresidente del Gruppo Giovani Confindustria Romagna.

Mi corre l’obbligo di scambiare due chiacchiere con questo ragazzo giovane e così intraprendente, perché…

 

perché i miei successi li ho ottenuto così, facendo sempre tesoro degli errori… continuamente.

Sono imprenditore da 20 anni e son cresciuto a “sbagliando si impara”. Sin dalla mia prima impresa, non ho mai smesso di cercare e di trovare il meglio da ogni insuccesso, costruendo il me stesso di adesso grazie a tanti, tanti mattoncini chiamati “sbagli”. Ho personalmente cercato i relatori, coinvolgendoli, proprio perché credo in primis in questi argomenti, in questi approcci alla vita e al lavoro. Oltretutto, proprio durante la preparazione della “conferenza” – se così si può chiamare – ho conosciuto tanta gente che sta lavorando costruttivamente sul tema.

L’innovazione si fa rompendo le righe, facendo cose nuove e in maniera diversa, mettendosi in gioco e con umiltà, ascoltando tanto e provando sapendo già che non tutto andrà bene. In poche parole: think out of the box.

Dopo le dichiarazioni quasi emozionanti di Gianluca, si è proseguito con due ospiti davvero interessanti: Andrea Visconti e Francesca Corrado. Per sapere chi sono, basta aspettare poco…