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Femminile Rimini Calcio – Poggese X Ray One 18.02.2018 Stadio Comunale “Romeno Neri” di Rimini

Femminile Rimini Calcio – Poggese X Ray One del 18.02.2018, Stadio Comunale “Romeo Neri”.

RISULTATO: 2 – 2

RETI: 5’ PT Santin; 41’ PT Cavicchioli; 44’ autogol Poggese; 26’ ST Calandrini;

Tabellino

FEMMINILE RIMINI CALCIO: Protti C., Errighi, Lazzaretti, Gretcan, Siesto (18’ ST Grigoreac) Franchini, Protti E., Morelli, Tamburini, Calandrini, Pace. A disp. Carini. Allenatore: Lisi.

A.C.D. PGGESE X RAY ONE: Bianchi, Cavarra, Natali, Mantovani, Riccio, Guidorzi, Potenzi, Cavicchioli (33’ ST Preti), Zaniboni (9’ ST Oliani), Santin, Campagnoli (10’ ST Carta). A disp.: Zerbini, Oliani.https://youtu.be/Y3e8GBmHNPI

ARBITRO: Sig. Matteo Colella di Rimini

 

 

Bella partita, ieri, allo stadio comunale “Romeo Neri” di Rimini dove le ragazze della Femminile Rimini Calcio hanno ospitato le colleghe mantovane della Poggese X Ray One.

Nonostante le condizioni climatiche avverse (leggasi “freddo boia” e pioggia a catinelle) le riminesi non si sono fatte scoraggiare e hanno affrontato coraggiosamente sia il clima che le avversarie.

Il fattore campo, con il vento contrario, ha opposto qualche resistenza alle azioni delle giocatrici locali che, nel mentre, hanno subito due gol da parte delle ospiti.

Tuttavia la fortuna arride agli audaci e, dapprima con un autogol delle atlete mantovane, il team a scacchi ha ritrovato il respiro.

Varie le azioni che hanno visto protagonista, soprattutto, Silvia Calandrini la quale ha, purtroppo, “sprecato” un paio di occasioni calciando di sinistro, ma non ha mancato di insaccare la palla in rete all’occasione giusta, regalando il secondo gol alla propria squadra.

Ci pensa Tamburini a cercare la vittoria: con un bel colpo di testa sorprende il portiere e segna gloriosamente. Purtroppo il direttore di gara ha annullato la gioia per fuorigioco.

La Femminile Rimini Calcio lottava per la salvezza e una vittoria avrebbe sicuramente aiutato, ma nonostante questo porta a casa un 2 – 2 certamente glorioso dato che, soprattutto nel secondo tempo, le atlete hanno tenuto le avversarie nella loro metà campo, pressandole e denotando decisa tempra e vivacità.

 

Il mio incarico di addetto stampa per la Femminile Rimini Calcio

Il mio approccio al calcio è stato del tutto casuale.

La prima volta in cui me ne sono interessata, “per forza”, frequentavo le elementari: il tipo che mi piaceva era un gran tifoso e, alla domanda su quale fosse la mia squadra del cuore, risposi (non dopo qualche minuto di esitazione, inebetita) “Inter!” (la sua).

Da lì in poi, nonostante abbia sempre praticato tanto sport, ho seguito il “pallone” di sfuggita, solitamente per fare gruppo con le comitive del momento, allontanandomene via via.

Come disciplina non mi ha mai entusiasmata.

Un anno fa, circa, un amico mi ha proposto di frequentare il corso da arbitro, così da tirar su due spicci e per allenarmi un po’ dato che, a causa di un infortunio, ero severamente fuori forma.

Ebbene sì: l’idea l’avevo presa in considerazione, pur accantonandola per altre priorità.

Si dice che il destino, comunque, trovi il modo di fare arrivare a te ciò che, per te, ha deciso e quindi, poco dopo, quell’amico mi ha messa in contatto con un’altra persona la quale, cercando collaboratori, mi aveva opzionata ripromettendosi di contattarmi a breve. 

Avevo già lavorato nel settore, portando a mio vantaggio delle esperienze pregresse così, in primavera, sono giunta alla mia prima squadra di calcio (la Femminile Rimini Calcio).

Ammetto che la comunicazione della stessa non fosse molto efficiente, né efficace e che, occuparmi di una materia a me totalmente ignota,  mi caricava un po’ di ansia. Tra l’ingaggio e l’inizio effettivo del mio lavoro c’era un viaggio di quasi 20 giorni, in moto, che mi spezzava quel fil rouge fatto di nuove nozioni, di conoscenze (di persone e di termini e di tutto!) catapultandomi a settembre in una realtà che era letteralmente un treno in corsa.

Dicono che gli uomini di buona volontà vadano premiati e così, non senza scivoloni tecnici e linguistici (perché, un Mister, è un Mister e non un Coach, ad esempio!) ho dimostrato di poter affrontare la situazione, prendendo in mano le redini forse, talvolta, con troppo brio!

Insomma, a botta di “cazziatoni” quando necessario, ora che sono cresciuta un po’, mi sono state affidate altre squadre calcistiche con cui cominciare da capo.

Ma, questa, è un’altra storia…

 

PS: per chi se lo stesse chiedendo… Albinoleffe.

Io tifo Albinoleffe!