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Farmaci in viaggio

Questa piccola considerazione è la terza (di tre!) inerente i bisogni da viaggio, prettamente legati a igiene e salute.

Ho iniziato con un antico ma sempiterno “problema” femminile – il ciclo – proseguendo con una lista più frivola (indicando quali siano a mio avviso i must di pulizia e bellezza) per completare questa “opera omnia” con una digressione sui

Farmaci

Vaccini. Vaccinarsi è talvolta obbligatorio, talaltra rimesso alla discrezione del singolo. Occorre informarsi per tempo e provvedere, sempre in anticipo. Le corse last minute non sono mai consigliabili né per la salute né per le pratiche burocratiche.

Nella scelta, consiglio vivamente di consultare il proprio medico e ricordare sempre la destinazione.

Non è scontato trovare i farmaci di cui si possa aver bisogno, all’estero. In America, ad esempio, ho visto negare delle lenti a contatto perché privi di prescrizione medica. La sanità e le sue regole sono talmente tanto legate ad ogni stato che sicuramente conviene dotarsi da casa.

Direi, quindi, le medicine abituali. Insomma: se sei asmatico non vuoi certamente dimenticare l’inalatore. O la famosa “pastina” per la pressione, via. A questi aggiungerei cerotti, bende, garze – il kit di primo soccorso che in alcuni stati è obbligatorio avere, in moto almeno – e cortisone, arnica, autan, qualsiasi cosa si sia usi assumere o utilizzare per punture di insetti. Antinfiammatori, antipiretici, antidolorifici (beh, quella famiglia lì).

Antibiotici: se hanno scoperto la penicillina, beh. Usiamola. Ad ampio spettro, sempre che non si sia allergici, perché si rivela davvero versatile.

In certi paesi ove le acque sono contaminate, si potrebbe essere soggetti a dissenteria (bene che vada). Pertanto assicurarsi di avere anche farmaci legati a questo inconveniente senza trascurare una buona reidratazione. E, di contro, non sottovalutare il fenomeno opposto. L’alimentazione, le condizioni climatiche e le abitudini che variano potrebbero incidere sulla regolarità intestinale! So che fa un po’ specie parlarne, tuttavia se non si vuole rimediare assumendo qualche cibo un po’ avariato, forse è bene giocare d’anticipo anche questa volta. Aggiungo che, a maggior ragione, è anche utile riequilibrarla, quella poveretta della nostra flora intestinale. Non dimenticate dei microbiotici e cercate di non farvi obnubilare la mente dalle pubblicità. Spesso sono fandonie, quindi parlatene con chi di dovere (ecco, forse quelli che si conservano in frigo io non li considererei). Il cibo può influire sulla panza, vero, ma anche sul cavo orale. Alovex e passa la paura! Non c’è afta che gli resista.

Sempre a proposito di cavo orale, se portate apparecchi e dentiere, credo vi tocchi anche tutto ciò che serva per disinfettarli, pulirli e accomodarli.

Collirio, lacrima artificiale e occorrente per chi usa le lentine. Crema (e burrocacao) solare e pomata contro le scottature. Non dimenticate i prodotti appositi per i tatuaggi se ne avete, specialmente se appena fatti. Altrettanto dicasi per i piercings.

Io, per ciò che concerne i miei problemi usuali, ho sempre anche del Muscoril dietro: un miorilassante che ha fatto miracoli, altrimenti sarei ancora rigida come avessi incrociato lo sguardo di Medusa.

Gastroprotettori.

Propoli, miele e polline. Uno meglio dell’altro, sono naturali e non danneggiano in alcun modo il nostro organismo. Contro i “diavoletti” della gola, poi , soprattutto i primi due sono il massimo! Lenire il mal di gola è prioritario, per me. Non manco mai di averne, insieme con caramelline balsamiche e, non da ultimo, delle liquirizie che sono un toccasana per chi soffre di pressione bassa.

Altrettanto valga per aloeteatree. Sono versatilissimi e in certi casi possono rivelarsi un’ottima anticamera di farmaci veri e propri. Non starò a fare un trattato di omeopatia né di scienza, perché non mi compete.

Melatonina. Non è un sonnifero, ricordiamocelo. Si rivela comunque utile nel regolare i ciclo sonno\veglia. Se siete insonni, non sta a me consigliarvi il farmaco giusto, quindi vi rimando a quanto detto all’inizio. Ce l’abbiamo tutti un doc, no? ;D

 

Piccolo tip finale. Se riuscite a dotarvi di confezioni piccole e compatte, bene. Ancora meglio quelle monouso che, mal che vada, si possono anche gettare senza enormi sprechi, conservando però facilità di trasporto, di conservazione e spazio.

 

Insomma, non so se sia esauriente come scaletta e sicuramente ho tralasciato qualcosa che mi verrà in mente tra mesi,

però conto di avervi fornito un buono stimolo eh, ohi: attendo feedback, così da continuare!

 

Il beauty case del viaggiatore

Dopo la riflessione sul ciclo, (e pertanto la prima accortezza è proprio infilare in borsa una coppetta) cosa che ha suscitato non poca ilarità e forse un lieve imbarazzo in alcuni uomini, torno su un argomento un po’ futile, vanitoso e, probabilmente, inutile!

Ma in questi giorni ho la testa un po’ tra le nuvole e ci va così!

Ora: quando si viaggia è sicuramente necessario badare a più aspetti. Alucni tecnici e sicuramente fondamentali e altri meno, specialmente se si gironzola per luoghi urbanizzati o, cosiddetti, “civilizzati”.

Il peggio che possa capitare è dire “tanto al massimo lo compro”!

Beh, mi piacerebbe stilare un vademecum, inserendoci tutto ciò che ci (ci, esatto. Non mi dispiacerebbe avere la vostra opinione e alimentare la lista, via via) passi per la testa.

Al solito, inizio io.

Il contenitore: potete stoccare la vostra roba dove più vi garba, effettivamente. Se la borsina è impermeabile e facile da lavare, tanto meglio. Alcune hanno anche un gancetto, tipo quello delle grucce, che permette di appenderle. Consiglierei di usarne uno morbido e multitasche, così da trovare al volo ciò che serve e da riporre ciò che è necessario a gruppi organizzati.

Considerando che, ad oggi, che fosse bettola o che fosse tenda o camper ho sempre potuto usufruire di acqua corrente, direi che non sempre mi veniva messo a disposizione il sapone. Pertanto, forse prima cosa, un bagnoschiuma!

Bagnoschiuma che, essendo donna, viene seguito immediatamente da shampoo. E shampoo fa eco a balsamo. E qui, già, le boccette si accumulano. Ho deciso di allungare i capelli e li maltratto spesso, pertanto se non li ammorbidisco un po’, finisco per doverli districare con una cesoia. Quando anche il balsamo (o crema) non è sufficiente, mi tocca pure qualche prodotto da utilizzare prima dell’asciugatura e se si è in aereo la corsa ai contenitori dal dosaggio giusto è peggio della corsa agli armamenti in fase di guerra (by the way: 100 ml al massimo. Non significa 100 ml massimo in un contenitore anche più grande. Vuol dire che il contenitore stesso deve avere massimo quella capacità).

Perché tanto ce ne si ricorda spesso all’ultimo momento (io che mi muovo tanto su ruote a volte alcuni automatismi li perdo), ma fortunatamente lasciare un prodotto a casa non sarà mai grave quanto varcare la frontiera americana con della frutta portata da casa per merenda. Ma questa è un’altra storia!

E spazzola (o pettine)? A maggior ragione, per contrastare l’irsutismo, domare la chioma – più che lisciarsela per bellezza – diviene necessario. Vi risparmio la mia dipendenza da fon, ma alla fortuna di trovarsi in zone calde si può unire una bella treccia. Comoda, indolore, veloce. E se non altro dopo ti ritrovi un frisèe da invidiare Cindy Lauper al meglio dei suoi video anni 80.

Ah, per la cronaca… c’è un asciugamanino che farebbe proprio al caso nostro. Si chiama Aquis: lo si usa a mo’ di turbante e ha la capacità di assorbire una grandissima quantità di acqua dalla chioma. Poi, sta a ognuno decidere se sia più comodo questo o un asciugacapelli mignon.

Beh, dopo pelle e peli che fai, ti dimentichi i denti? Spazzolino, dentifricio e filo! Davvero, gente. Il filo è una gran cosa: ci potreste tagliare in due un panetto di burro, all’occorrenza.

A questo punto, in teoria, dovremmo essere ben lavati e spuzzati quindi aggiungerei del deodorante (alcuni ritengono che l’allume di rocca sia magico. Di certo non è liquido, però lascio a voi le vostre priorità) e della crema per chi, come me, combatte contro la pelle secca che deserto, levate.

Un asciugamano di quelli moderni, che si piegano quasi scomparendo e si asciugano a tempo zero. Se campeggiate, quello di sicuro vi tocca da casa. La comodità sta, appunto, nelle dimensioni ridotte ma anche, forse soprattutto, nella sua proprietà di asciugarsi davvero velocemente. Ormai si usano spesso – anche nella versione accappatoio – nello sport, perciò son certa li abbiate visti.

A meno che non abbiate in dotazione la meravigliosa borsetta asciugatrice (ride n dry) Guglatech che ha risolto l’impudica usanza di appendermi i panni in qualche modo sulla moto, perché il sole e l’aria facessero il suo corso!

E la limetta? E le pinzette? E le forbicine? Non so voi: io non porto unghie lunghe e di certo non voglio iniziare mentre sono in pellegrinaggio, a maggior ragione se questo accade per incuria e non per scelta! Perciò, orsù: facciamo che ci travestiamo da grizzly un’altra volta.

Salviette umidificate e gel per disinfettarsi, possono essere utilissimi al volo.

Cotton fioc. In realtà pare che siano stati banditi da molti stati, ma se ancora ne avete qualcuno , possono rivelarsi utili e non solo per grattarsi i timpani! ;D

Il borotalco.

So che ad alcuni rievocherà l’infanzia, ma io ho trovato nel talco un uso molto utile. Che non è spruzzarne nelle scarpe per attenuarne gli odori, ma usarlo contro sudore e umidità.

Parliamone. Io, se sudo, mi lavo! Come conto facciano tutte le persone della terra. In certi momenti, tuttavia, potrebbe essere difficile farlo e quella polverina sovviene facilmente in aiuto.

Supponiamo di essere in moto, alla guida. O di dover dormire o sostare in un luogo afoso, che ci porta a sudare. O passiamo la vita sotto l’acqua oppure, ve lo garantisco, oltre a tamponarsi con salviettine rinfrescanti e asciugamani, una bella “doccia” bianca – e no, non parlo di coca!!! – “asciuga” ed evita che l’umidita ci si appiccichi addosso.

Dirò di più. Anticamente il talco era utilizzato anche come shampoo a seccoOggigiorno lo vendono in comode confezioni chimiche, spray, che fanno una puzza da morirne intossicati. Ovviamente non si possono pretendere miracoli, ma fidatevi che – badando a distribuirlo bene prima e a scrollarsi di dosso l’eccesso poi – quella del talco è una straordinaria capacità di assorbire l’unto. Non vi farà la chioma come foste usciti dal coiffeur, certo… Talvolta io lo uso preventivamente: quando so di poter incontrare giornate calde, nonostante il sottocasco, una passata ce la do.

Sappiatemi dire!

Trucchi?

E mo? Io, da ragazza un pochino vanesia, c’è una cosa una che proprio non posso dimenticare a casa. Si chiama rossetto. È il mio unico vezzo senza il quale potrei sentirmi nuda, a volte. Non sono una donna che ama truccarsi, anzi. In realtà ne sono anche poco capace, però quel tocco di colore, spesso in contrasto o in accordo con il resto dell’abbigliamento, mi dà un senso di vivacità. E detto da una che ha i capelli rossi, direi che la monocromia non sia proprio il mio!

Ne ho così tanti da uscirmi dalle tasche e dalle borse, incluse quelle della tuta da moto (o antipioggia che sia) e accessori vari!

Less is more, quindi anche un filo di matita e\o di mascara, in aggiunta (o al posto di) per me bastano a dare un tono, senza eccedere né riempire la trousse. Anche lo smalto occupa poco spazio, però le unghie con lo smalto rovinato e smangiucchiato sono brutte e fannos ciatto. O ci si porta dietro l’occorrente, o è meglio demandare al rientro!

Voglio dire, un filo di make up non ha mai fatto male a nessuno. E poi, uno dei miei motti era:

dato che non sono brava, per lo meno vedo di essere carina!

 

E poi? E poi mi sa che sia l’ora delle cose serie.

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