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Le età del calcio

Tutti i benefici del calcio  (li puoi trovare qui Giocare a calcio e i benefici per la salute ) non riguardano solo i calciatori professionisti, tutt’altro.

Il calcio è un toccasana a ogni età e, anzi, ognuna ha i suoi vantaggi. Nei bambini, specialmente se associato ad una alimentazione corretta, è utile a cominciare già da piccoli a condurre uno stile di vita sano che li porti alla regolarità sia nella pratica di discipline sportive sia nella condotta alimentare da adulti, che si traduce in una solida prevenzione di malattie e infortuni.

In quanto “gioco” e non semplice disciplina, appassiona ed è un valido alleato contro l’obesità e la pigrizia: costringere una ragazzino indolente e in sovrappeso a muoversi diventa più facile se lo fa divertendosi. Specialmente se poi trova, nei propri compagni, degli alleati e dei nuovi amici.

Altrettanto dicasi per le età avanzate: il calcio non richiede performances né fisici da agonista per essere praticato. Un “vecchio” giocatore appassionato potrà ben proseguire, ad altri ritmi ovviamente, la propria “carriera” dilettantistica da squadra della scuola a squadra della terza età.

Così come, invece anche una “vecchia” giocatrice potrà ben dire la sua anche dopo aver appeso le scarpette coi tacchetti al chiodo: che il calcio sia buona cosa ad ogni età è ormai palese, ma non ci si dimentichi che è e resta un grande sport per ambo i sessi.

I benefici del calcio sulle persone di tutte le età

 

I benefici sul fisico e sugli organi interni si denotano in tempi brevi, anche nelle persone adulte: un buon apparato cardiocircolatorio, tra l’altro,  risulta un valido appoggio a contrastare il pericolo di infarto, specialmente per gli uomini anziani.

Numerosi gli studi  che suffragano queste teorie. Tra i tanti quello condotto da Healthy Foundation (HF), il cui Presidente, prof. Sergio Pecorelli, dice che:

“Per prevenire molti gravi malattie dai 18 ai 64 anni servono 75 minuti di attività fisica intensa alla settimana. Corrispondono a due allenamenti di calcio”.

Anche il Copenhagen Centre for Health della Copenhagen University cancella ogni dubbio:

“Giocare a calcio fa bene a tutte le età, anche in quella “avanzata”.

Questo si rivela essere di gran conforto per chi si trova in una fascia d’età definibile “avanzata”: lo sport che preserva la massa muscolare è fondamentale per il mantenimento di una certa autonomia di movimento, in quanto proprio la massa muscolare permette azioni basilari, banali, che ad una certa età divengono via via più ardue da compiere.

Calcio: lo sport per tutte le età e i benefici per la salute

Il calcio è lo sport più famoso al mondo? Forse. In Italia lo è certamente: scuole e associazioni sportive dedicate proliferano, ma vi si gioca anche in giardino, al parco o, perché no, anche per strada.
Livella le età, i sessi e l’estrazione sociale: si può usare un pallone vero, e non solo da calcio; un qualsiasi oggetto sferico dalle dimensioni non necessariamente regolamentari: anche fatto di carta e nastro da pacchi.

Soccer”, lo chiamano gli anglofoni: non è solo uno sport sano da un punto di vista emotivo: “fa squadra” e allinea i tifosi (a meno di supporters un po’ “allegri”); e quando non si trascende con il fanatismo, insegna ad amare una disciplina e a rispettare i compagni e gli avversari. Il beneficio maggiore è, decisamente, quello fisico.

Fa bene giocare a calcio

È cosa nota che l’attività fisica apporti dei gran benefici all’essere umano.
E, il calcio, non è da meno. A prescindere dalla costanza, dall’intensità e dal livello, ogni allenamento comporterà un miglioramento netto e decisamente notevole.

In merito si sono pronunciati media e ricercatori vari: il British Journal of Sports cita:

“Giocare 45 minuti due volte a settimana è la migliore prevenzione contro le malattie non infettive”.

Numerosi i vantaggi di questo sport: alcuni sono apprezzabili a lungo-medio termine, ma altri sono sicuramente visibili già dai primi approcci.

Tra questi, il primo beneficiario è l’apparato cardiocircolatorio, seguito dalla muscolatura, seriamente interessata dagli stimoli del calcio, che li tiene in salute, rendendoli forti, scattanti e resistenti. Ciò anche perché il calcio aumenta la resistenza, la postura e coinvolge anche busto e braccia, a dispetto dei luoghi comuni.

Ancora: ossa, stomaco e polmoni a seguire, risentono positivamente di tanto movimento, che viene consigliato pure per contrastare il diabete e l’ipertensione.

E, sempre per restare fuori dai clichè, è d’obbligo menzionare il benessere che il calcio dona al cervello inteso sia come organo che come “entità”: questo sport non è fatto solo di corse e di calci a un pallone, anzi.È fatto di strategie, di schemi e di memoria come di decisioni improvvise e improvvisate.

Come sport in senso stretto, agisce sul livello di serotonina e favorisce il buonumore, contrastando la depressione. Alimenta, altresi, l’autostima perché, se praticato in condizioni piacevoli, lo sport “di squadra” coinvolge e supporta: e non c’è nulla di meglio dell’affetto e dello stimolo di un compagno per rilassarsi e per prendere fiducia in se stessi.

Il mio incarico di addetto stampa per la Femminile Rimini Calcio

Il mio approccio al calcio è stato del tutto casuale.

La prima volta in cui me ne sono interessata, “per forza”, frequentavo le elementari: il tipo che mi piaceva era un gran tifoso e, alla domanda su quale fosse la mia squadra del cuore, risposi (non dopo qualche minuto di esitazione, inebetita) “Inter!” (la sua).

Da lì in poi, nonostante abbia sempre praticato tanto sport, ho seguito il “pallone” di sfuggita, solitamente per fare gruppo con le comitive del momento, allontanandomene via via.

Come disciplina non mi ha mai entusiasmata.

Un anno fa, circa, un amico mi ha proposto di frequentare il corso da arbitro, così da tirar su due spicci e per allenarmi un po’ dato che, a causa di un infortunio, ero severamente fuori forma.

Ebbene sì: l’idea l’avevo presa in considerazione, pur accantonandola per altre priorità.

Si dice che il destino, comunque, trovi il modo di fare arrivare a te ciò che, per te, ha deciso e quindi, poco dopo, quell’amico mi ha messa in contatto con un’altra persona la quale, cercando collaboratori, mi aveva opzionata ripromettendosi di contattarmi a breve. 

Avevo già lavorato nel settore, portando a mio vantaggio delle esperienze pregresse così, in primavera, sono giunta alla mia prima squadra di calcio (la Femminile Rimini Calcio).

Ammetto che la comunicazione della stessa non fosse molto efficiente, né efficace e che, occuparmi di una materia a me totalmente ignota,  mi caricava un po’ di ansia. Tra l’ingaggio e l’inizio effettivo del mio lavoro c’era un viaggio di quasi 20 giorni, in moto, che mi spezzava quel fil rouge fatto di nuove nozioni, di conoscenze (di persone e di termini e di tutto!) catapultandomi a settembre in una realtà che era letteralmente un treno in corsa.

Dicono che gli uomini di buona volontà vadano premiati e così, non senza scivoloni tecnici e linguistici (perché, un Mister, è un Mister e non un Coach, ad esempio!) ho dimostrato di poter affrontare la situazione, prendendo in mano le redini forse, talvolta, con troppo brio!

Insomma, a botta di “cazziatoni” quando necessario, ora che sono cresciuta un po’, mi sono state affidate altre squadre calcistiche con cui cominciare da capo.

Ma, questa, è un’altra storia…

 

PS: per chi se lo stesse chiedendo… Albinoleffe.

Io tifo Albinoleffe!