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International Female ride day

Ovverosia: giornata mondiale delle donna motociclista.

A quanto pare ricorre ogni primo sabato di maggio ed esorta ogni donna motociclista a girare con la propria moto. E io, che casco sempre dal pero, non lo sapevo nemmeno!

Ne aveva parlato Catalina, invitandoci invero all’evento di Bologna, durante la nostra cena insieme a Riccione e a me, quando si parla di gironzolare – specialmente in moto – si rizzano tutte le antenne.

Così sono andata a spulciare su internet e su Facebook mi ritrovo l’annuncio della giornata organizzata da Andrea (Maida), che ormai io conosco fin troppo bene! Di corsi di guida con lui ne ho fatti due e mi mancava la pista, ma il mio scarico poco prima aveva deciso di esplodere letteralmente!

L’ultimo, proprio pochi mesi fa e allora, perché no? Un nome una garanzia, anche se in genere li organizzava, i miei, una mia amica. Avrei dovuto fidarmi di Andrea anche come PR oltre che come pilota e maestro?

Beh. Intanto sono arrivata la sera prima, alloggiando all’Hotel Cavalli, proprio a Loreo. La proprietaria è Paola, la moglie di Andrea e devo dire che la gentilezza è di casa, lì!!!

Essendo partita presto, ho potuto mettermi in camera a lavorare un po’, così da liberarmi il sabato. La sera ero già pronta ad una cena leggera, frugale e da sola (cosa che a me non pesa poi affatto), invece mi sono ritrovata a tavola non solo col Mister, ma anche con delle altre ragazze che avevano avuto la mia stessa idea di arrivare la sera prima e… E ci siamo divertite da matte!

Andrea è sempre stato bravo ad amalgamare le sue allieve. Che lo sia a sceglierle, ad attirarle o a integrarle, non c’è volta in cui mi sia trovata male. E venerdì non era da meno.

Finalmente il sabato!

Sabato mattina, sveglia all’alba perché il Boss inizia presto, eh! Io ho provato a evitare il piccolo briefing, essendo il IV, per dormire ancora un poco ma poi ho preferito far comunella insieme con le altre ;D

Assicuratosi che avessimo, più o meno, capito tutte tutto, Andrea ci ha finalmente messe in marcia. A coadiuvarlo, Serena: una ragazza dolcissima e bellissima che non ha mai, e dico mai, fatto pesare la sua bravura né con boria né con competitività. Serena è una delle istruttrici donne migliori che si possa trovare e menzione d’onore a Carlo, suo marito (ad ogni incontro con Andrea, c’è sempre un Carlo. Va beh) che ci ha fatto da chiudifila e che ci ha anche riprese con un drone.

Ah, dimenticavo: Serena è un “puro prodotto Made in Maida”, nel senso che è stata una sua allieva e questo dimostra quanto bravo lui sia. Un po’ di DNA motociclistico, un buon istruttore et voilà, un’assistente di prim’ordine!

Il giro si è rivelato davvero intenso e divertente, e non mancherò di parlarne ancora. Andrea l’ha suddiviso tra mattina e pomeriggio, con pranzo in hotel dove Paola ci ha nuovamente deliziati.

Tra l’altro, essendo ora tutte al completo, la “caciara” era aumentata ma anche la complicità e il divertimento.

E difatti, poi…

 

 

Andrea Maida – gli esercizi nel piazzale

Dopo il consueto briefing, Andrea è solito far fare degli esercizi in un piazzale ampio e comodo.

Lo riempie di conetti e, con una calma estrema, spiega l’esercizio da fare. Ciò che lo rende davvero raro è, non solo la pazienza di cui è dotato, ma la sua capacità di rendere tutto estremamente semplice. E non perché si riveli borioso dimostrando che, ciò che per noi risulta arduo, sia in realtà facile. Ma perché lo rende facile anche per noi! La differenza è sostanziale.

E quando nota che le sue allieve sono un po’ dure di comprendonio, non esita a farle scendere dalle moto e a camminare, anche in fila indiana, lungo il tracciato tra i paletti per imprimere nelle loro cucuzze le traiettorie esatte.

 

E poi via di slalom, frenate, curve e chicane per impratichirsi e sciogliersi. Braccia morbide, cosce adese al serbatoio e via discorrendo. Come già accennato in qualche altro mio articolo (Corso di guida su strada o Recensione corso con Andrea Maida), il numero esiguo di partecipanti rende il corso piacevole e sicuramente poco caotico: provate a immaginare 8, 10, 15 moto che casino farebbero! Anche solo il rombo degli scarichi.

Dimenticavo di dire che Andrea si raccomanda sempre di partecipare ben equipaggiate e con i paramenti al completo: non sia mai che manchi qualche pezzo della vestitura perché lui pretende davvero la sicurezza per sé e per i suoi discenti.

La tecnologia anche in moto

Le riprese e le fotografie sono un altro strumento decisamente utile: spesso si è davvero certi di fare qualcosa, ma è solo rivedendosi che si percepisce la realtà. Non avete idea di quanto io abbia creduto di piegare, in certe occasioni, quando a inclinarsi era solo la mia testa, forse!

Andrea viaggia pieno zeppo di chiavette usb, pennette, tablet, schede di memoria apposta e difatti, durante la pausa pranzo, non manca di mostrare gli errori, o gli orrori, della mattinata – inclusi quelli del breve giro fino all’arrivo al ristorante -.

Meno male che lo fa mentre si mangia: almeno lo strazio di rivedersi fare tante cazzate viene lenito dalla gioia dello stomaco che viene abbondantemente sfamato. Un colpo al cuore e una gioia alla panza!

Pranzo che, comunque, si rivela sempre essere leggero e veloce. Andrea è uno pratico e il suo interesse è insegnare, non fare troppe chiacchiere (sebbene sia una persona davvero socievole e nel tempo libero indulga in ciarle amichevoli) e quindi non crediate di pasteggiare con troppo agio, innaffiando i vostri piatti di vino o birra. Naaaah. Non stavolta.

Così, caffè e pronti nuovamente a salire in sella, per qualche ora di piacevole guida!

Andrea Maida, Maidamotomaster, corso I livello

Ormai, nella vita, di corsi ne ho fatti tanti (in moto ancora qualcuno in meno, ma tant’è) e credo di riconoscere un buon istruttore da uno incompetente.

Il 26 marzo 2017 ero a Civitanova Marche per partecipare ad un corso di guida su strada, organizzato dalla grande Lucia Vallesi con il mitico a Andrea Maida Maidamotomaster.

Non lo conoscevo affatto, però ho dovuto riconoscergli subito grandi qualità.
L’ho intravisto la sera prima a cena e già ne avevo notato la simpatia e la gentilezza, caratteristiche che per me sono imprescindibili.

Il giorno del corso


Il giorno dopo abbiamo iniziato con una formula, a mio avviso, vincente: colazione e teoria, grazie anche all’ausilio di pc e tecnologia.
Questo ci ha permesso di entrare in contatto con lui e tra noi: il rapporto 1:4 fa sì che ci si coalizzi per dare il proprio meglio, spronandoci a vicenda. 

Mai, e dico mai, siamo entrate in competizione negativamente, anzi! Andrea, ovviamente, ha avuto un ruolo chiave in tutto ciò.
Subito dopo abbiamo svolto vari esercizi in un piazzale dove, sempre grazie al numero ridotto di partecipanti, abbiamo potuto esercitarci costantemente e ripetutamente, senza pause lunghe né tempi morti.

Anche l’uso dell’interfono è, indubbiamente, un’ottima idea: essere corretta durante la guida e non dopo, ha un vantaggio enorme.
Abbiamo scoperto che Andrea, nonostante i suoi innumerevoli meriti in ambito sportivo (dal karate allo speedway) e che potrebbe vivere di boria, è capace di elogiare come di “cazziare”, ma senza abbattere né distruggere psicologicamente!

Sa spronare e trasmettere la propria conoscenza, con fare davvero gradevole e semplice. Il Piero Angela delle moto, insomma! Per di più ha domato la “selvaggia” (ormai mi ha ribattezzata così) che è in me portandomi alla disciplina  


Aggiungo che non ho una moto facile facile da guidare (la 999 è ignorantella e pesante) e lui non ha mai, mai, mai accennato al fatto che debba cambiarla. Semmai mi ha spronata a fare il mio meglio per ammansire io lei!


Insomma: sono pronta per il prossimo livello e, probabilmente, per un corso in pista con lui (e ne ho già fatti, seppure traumatizzata).
Più fidelizzata di così… Vordì che merita!!!!!

Andrea Maida – corso di guida

Il 24 marzo, e cioè ieri per me che scrivo ora, ho partecipato al III (ma per me secondo, dopo quello “subìto” nel 2017: Andrea Maida – I corso) corso di guida tenuto dal mio mitico Istruttore, Andrea Maida.

Non era la prima volta, anzi, e ammetto che nell’arco di un anno i miglioramenti sono stati netti. Ammetto anche che, oltre alla capacità di Andrea, ci ho messo pure del mio scarrozzando la mia moto per l’Europa e mangiandomi letteralmente migliaia di km!

Anche stavolta ho dormito nel medesimo albergo: Hotel la Radice ove ho trovato la stessa gentilezza e la stessa pace: se ci fosse un hotel in cui andare solo per sentirmi in pace, beh: uno sarebbe certamente questo.

Prima del dopocena all’Hops, sono andata a smangiucchiare qualcosa e, un po’ per pigrizia e  un po’ per caso, mi sono ritrovata al Borghetto, piccola locandina a pochi passi da dove pernottavo. Beh, che dire! Anche qui la gentilezza si sprecava e la bontà della cena pure.

Amici, birre e tante risate

Ovviamente la sera prima avevo fatto bisboccia con alcuni amici che non vedevo da poco meno di un annetto, nonostante le migliori intenzioni, del tipo:

Barbara: “Vale, è freddo. Se ti va passo a prenderti in auto, così ti vesti pure comoda”

Vale: “Sei sicura? Io domani ho il corso, non vorrei fare tardi ma nemmeno condizionarti.”

Barbara: “Vai tranquilla!!! Alle 11:30, 12:00 max si va via”.

E fu così che, alle 2:30, poco dopo essere rientrate, le due stavano ancora chattando! E, tra l’altro, a portarmi a casa non era stata nemmeno lei, ma un ragazzo dolcissimo che, effettivamente, vive dalle parti in cui andavo io. Quindi grazie, Devis! 😉

Perciò svegliarsi alle 7:00 è stato a dir poco traumatico, specialmente per una che spesso soffre di insonnia, accumulando ore di sonno perduto come fossero debiti con Equitalia.

Ma nonostante ciò mi è riuscito d’essere tra le prime arrivate!

La colazione, il briefing e qualche sbadiglio!

Sebbene abbia girato in tondo intorno al bar (il 3 Bon)  ove avevamo appuntamento, causa navigatore anarchico e cervello ancora mal funzionante, vi arrivo rischiando pure di imboccare un pezzo di strada contromano. Pirla sì, ma ancora non abbastanza da non realizzarlo per tempo.

Mi si fa gentilmente ricordare dalla regia che, se alla mia amica Lucia non fosse venuta una sana illuminazione, io a quell’ora sarei stata da tutt’altra parte.Troppo pigra per leggere le varie email che mi arrivavano, le ho scritto il minimo indispensabile su Whatsapp, perdendomi ovviamente tutte le indicazioni del caso. Evidentemente la mia fama mi precede e/o la gente mi conosce bene.

Giunta al bar conosco subito due ragazze, una delle quali sammarinese. Era arrivata la mattina stessa e io non ho potuto che darle della matta! Immaginate a che ora si sarà svegliata lei!!! Ma pareva tanto convinta che… boh: al cuor non si comanda e al sonno nemmeno.

Mentre io mi nutro graziosamente con un cornetto alla crema, un cappuccio e un caffè (rigorosamente basso e in vetro) e sì: tutti insieme (ci ha mai pensato nessuno che cappuccino e caffè hanno sapori diversi?!?!), ci raggiunge il resto della ciurma, finché non ci si ritrova tutti: io – altresì detta  Selvaggia – , Luana, Ingrid, Emanuela, Lucia – o Concettina, sempre su idea di Maida -, suo marito Carlo (dalla santa pazienza) e il Boss.

Ci si presenta, si smangiucchia ancora, si scioglie il ghiaccio e via, si parte con il briefing.