• info@valentinabertelli.it

DiTraversoSchool: corso di flattrack

DiTraversoSchool: corso di flattrack

Nella mia testolina bacata, oltre a viaggiare con la moto più inadatta del pianeta, c’è l’idea di viaggiare punto. Ma anche quella di fare più cose, più esperienze possibile! In moto e non.

Se in moto, ovviamente, meglio; chevelodicoafà!?

Cercando un qualche stimolo ulteriore per andare a Roma ho beccato questo corsetto qua, di un qualcosa che ignoro totalmente e con qualcuno che ignoro anche di più.

Bene. Era flattrack, una disciplina a dir poco fighissima! (Se volete sapere cos’è, potete cercare su Google oppure direttamente sulla pagina della mitica scuola con cui l’ho fatto, DiTraversoSchool).

All’orario prefissato mi sono presentata, ligia ligia, sul luogo indicato realizzando, con rammarico, di essere in netto anticipo e che avrei atteso ancora un po’. L’adrenalina incalzante mi faceva straparlare un pochetto, la fame anche di più e temevo di stare già sul… eh, sullo stomaco a tutti, ma l’empatia, la simpatia e l’allegria trovate lì – tutte insieme poi – sono rare! Per me, Belli, i suoi istruttori li sceglie col lumino proprio.

Pian piano che l’ora X si avvicinava, non si vedeva arrivare nessuno il che poteva significare tante cose, incluso il timore che mi rendessero la quota e mi spedissero a casa.

E invece, NO!!! Giammai!

Anzi. L’idea di essere l’unica mi confortava: nessuno avrebbe (almeno in teoria) riso di me!!
Perciò, nonostante il caldo e l’abbigliamento un po’ troppo “pistaiolo”, mi sono lanciata in quest’altra avventura.

Se ho provato la pista e se delle gran culate le ho già date, di certo non avrebbe potuto accadermi niente di peggio!
(Peccato per l’highside sfiorato, eh. Ma che vuoi sia quando la moto sbacchetta e rischi il volo? Ormai dopo i fossi in mountain bike… Cadere in bici, come farlo bene!).

Essere da sola mi ha permesso di essere seguita, contemporaneamente e costantemente da ben due istruttori, il che mi ha garantito tanta, tanta tranquillità. Per di più, gentili e allegri come sono, mi hanno spronata ma confortata e elogiata facendomi sentire benissimo!

Venivo da giorni di pianti a dirotto e di malumore (io che sorrido pure mentre mi si sta pugnalando), quindi ridere di felicità e sentire il benessere, il divertimento e la joi de vivre dentro di me mi ha rigenerata come fossi un telefonino sotto carica.

Certo, qualche brillino devo averlo ammaccato, ma cosa vuoi che siano le grida lancinanti di un conetto in plastica innanzi al mio io tronfio e gonfio di bellezza?

Ale e Marco sempre più stupendi, hanno alimentato in ogni modo questo stato d’animo concedendomi, verso la fine, l’agio di girare da sola in pista. A mio esclusivo uso e consumo! Qualche curioso si stava avvicinando e, dopo 2 o 3 ore di flat, ammetto che un po’ di riposo non mi avrebbe fatto male. Se non altro per metabolizzare le nozioni della giornata, perciò ho lasciato poi il terreno a chi, dopo di me, era in attesa per i giri liberi nel circuito.

Alla fine, quella che si era rivelata un’accoglienza calorosa, è stata confermata anche nel congedo. Foto, sorrisi, gadget e il mio bellissimo attestato che ormai campeggia già sul mio muro, insieme con tanti altri che hanno dovuto cedergli un po’ di spazio.

Credo che nulla, in quel momento, avrebbe potuto rendermi più felice di così! (Oddio, capiamoci. Quando mi sentirò dire che è stata approvata una cospicua sponsorizzazione per mandarmi in Mongolia o in Sud America in moto, per viaggiare e scriverne, allora sì: avrò di che festeggiare strappandomi i capelli. Però mi si fa felice davvero con poco e sabato ero appagatissima. Il classico settimo cielo!).

Tanto appagata che sto già aspettandoli a Misano. Dice che ci vengano spesso… Vi farò sapere ;P

Invia il messaggio