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Cena MissBiker Rimini

Cena MissBiker Rimini

Qualche giorno fa ho ricevuto una richiesta di amicizia da una ragazza dal nome improbabile e da un bel viso: Catilina.

Devo dire che non ne è seguito alcun contatto finché, un giorno, non mi manda un messaggio su Messenger invitandomi alla cena di stasera (26 marzo), creata ad hoc per sole motocicliste donne della zona.

E che potevo non andarci, io? E difatti, chiamata un’amica che, tra l’altro, lo sapeva già, ho confermato in pochi minuti!

L’appuntamento era alle 8:30 PM (eh, io a utilizzare il formato 24 h proprio non ci riesco!) al Birrodromo di Riccione, posto carino dove non si mangia affatto male! Diciamo il luogo adatto per una comitiva di forsennate, come ci saremmo rivelate poi. Diciamo pure che 8:30 o 20:30 era un eufemismo: il ritardo delle donne mi sa che non sia proprio una leggenda.

Quando io e Chiara – la mia amica – siamo entrate e ci siamo accomodate, siamo state accolte dalle prime tre: Angela, Sofia e Catilina, appunto. Ammetto che per essere un appuntamento al buio l’imbarazzo c’era tutto, ma pian piano abbiamo rotto il ghiaccio: la moto è una passione che aggrega ed è bastato chiedersi che modello si avesse, per sciogliersi!

Così, via via, man mano che arrivava una nuova motociclista il disagio calava e l’ilarità saliva.

Ad aiutare l’ironia generale il povero cameriere che credo si sia sotterrato dopo quella sera…

Mi era stato detto che alla ragazza che aveva prenotato era stato risposto in modo sarcastico (le parole “donna” e “motociclista” nella stessa frase per alcuni sono ancora un’eresia), pertanto io ho preso il primo malcapitato facendogli notare che era un gesto da perfetti stronzi, sessisti e retrogradi! (Che è vero, poi). La coalizione tra di noi è diventata evidente e non gli abbiamo più lasciato tregua. Pover’uomo…

A partire dal cambio di tavolo, perché il nostro era un enorme fratino che impediva di chiacchierare senza sentire l’eco dalla distanza tra una e l’altra, quindi ne abbiamo scelto un altro molto più consono a un appuntamento al buio, che richiedeva la massima espansione. Una tavola rotonda.

Io, tanto per cambiare, ho spinto perché ci portassero da mangiare (della birra posso farne a meno. Del cibo pure, ma stavo morendo di fame a quell’ora) e abbiamo ordinato qualche porzione di patatine fritte per poi, dopo taaaaanto tempo, riuscire anche a chiedere del cibo vero (giuro che avrei acceso un cero al santo del giorno).

Le risate si sono sprecate e le foto pure, come le minacce di cambiare locale la prossima volta (per me loro lì, ne sarebbero soltanto felici) ad ogni “pretesa” che ci venisse in mente – no… non crediate che siamo state così eccessive! Però abbiamo animato un tantino il pub, suvvia -.

Ed è stato anche piacevole ritrovarsi, senza nemmeno volerlo, nella “curva Ducati“, dato che tra tre Scrambler, un Multistrada e la mia 999 ci siamo piazzate in fila decisamente per caso. Eh. Il feeling è a pelle, no? Anche se ad essere di pelle è la tuta che indossiamo 😉

Bella gente, belle ciarle, belle risate. Quindi grazie a Chiara, Cristina, Sabrina, Valentina, Elisa, Catilina, Sofia, Marzia, Angela e Natscha.

Chissà che non ne troviamo altre!

Ad Majora, Donne.

 

 

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