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Il beauty case del viaggiatore

Il beauty case del viaggiatore

Dopo la riflessione sul ciclo, (e pertanto la prima accortezza è proprio infilare in borsa una coppetta) cosa che ha suscitato non poca ilarità e forse un lieve imbarazzo in alcuni uomini, torno su un argomento un po’ futile, vanitoso e, probabilmente, inutile!

Ma in questi giorni ho la testa un po’ tra le nuvole e ci va così!

Ora: quando si viaggia è sicuramente necessario badare a più aspetti. Alucni tecnici e sicuramente fondamentali e altri meno, specialmente se si gironzola per luoghi urbanizzati o, cosiddetti, “civilizzati”.

Il peggio che possa capitare è dire “tanto al massimo lo compro”!

Beh, mi piacerebbe stilare un vademecum, inserendoci tutto ciò che ci (ci, esatto. Non mi dispiacerebbe avere la vostra opinione e alimentare la lista, via via) passi per la testa.

Al solito, inizio io.

Il contenitore: potete stoccare la vostra roba dove più vi garba, effettivamente. Se la borsina è impermeabile e facile da lavare, tanto meglio. Alcune hanno anche un gancetto, tipo quello delle grucce, che permette di appenderle. Consiglierei di usarne uno morbido e multitasche, così da trovare al volo ciò che serve e da riporre ciò che è necessario a gruppi organizzati.

Considerando che, ad oggi, che fosse bettola o che fosse tenda o camper ho sempre potuto usufruire di acqua corrente, direi che non sempre mi veniva messo a disposizione il sapone. Pertanto, forse prima cosa, un bagnoschiuma!

Bagnoschiuma che, essendo donna, viene seguito immediatamente da shampoo. E shampoo fa eco a balsamo. E qui, già, le boccette si accumulano. Ho deciso di allungare i capelli e li maltratto spesso, pertanto se non li ammorbidisco un po’, finisco per doverli districare con una cesoia. Quando anche il balsamo (o crema) non è sufficiente, mi tocca pure qualche prodotto da utilizzare prima dell’asciugatura e se si è in aereo la corsa ai contenitori dal dosaggio giusto è peggio della corsa agli armamenti in fase di guerra (by the way: 100 ml al massimo. Non significa 100 ml massimo in un contenitore anche più grande. Vuol dire che il contenitore stesso deve avere massimo quella capacità).

Perché tanto ce ne si ricorda spesso all’ultimo momento (io che mi muovo tanto su ruote a volte alcuni automatismi li perdo), ma fortunatamente lasciare un prodotto a casa non sarà mai grave quanto varcare la frontiera americana con della frutta portata da casa per merenda. Ma questa è un’altra storia!

E spazzola (o pettine)? A maggior ragione, per contrastare l’irsutismo, domare la chioma – più che lisciarsela per bellezza – diviene necessario. Vi risparmio la mia dipendenza da fon, ma alla fortuna di trovarsi in zone calde si può unire una bella treccia. Comoda, indolore, veloce. E se non altro dopo ti ritrovi un frisèe da invidiare Cindy Lauper al meglio dei suoi video anni 80.

Ah, per la cronaca… c’è un asciugamanino che farebbe proprio al caso nostro. Si chiama Aquis: lo si usa a mo’ di turbante e ha la capacità di assorbire una grandissima quantità di acqua dalla chioma. Poi, sta a ognuno decidere se sia più comodo questo o un asciugacapelli mignon.

Beh, dopo pelle e peli che fai, ti dimentichi i denti? Spazzolino, dentifricio e filo! Davvero, gente. Il filo è una gran cosa: ci potreste tagliare in due un panetto di burro, all’occorrenza.

A questo punto, in teoria, dovremmo essere ben lavati e spuzzati quindi aggiungerei del deodorante (alcuni ritengono che l’allume di rocca sia magico. Di certo non è liquido, però lascio a voi le vostre priorità) e della crema per chi, come me, combatte contro la pelle secca che deserto, levate.

Un asciugamano di quelli moderni, che si piegano quasi scomparendo e si asciugano a tempo zero. Se campeggiate, quello di sicuro vi tocca da casa. La comodità sta, appunto, nelle dimensioni ridotte ma anche, forse soprattutto, nella sua proprietà di asciugarsi davvero velocemente. Ormai si usano spesso – anche nella versione accappatoio – nello sport, perciò son certa li abbiate visti.

A meno che non abbiate in dotazione la meravigliosa borsetta asciugatrice (ride n dry) Guglatech che ha risolto l’impudica usanza di appendermi i panni in qualche modo sulla moto, perché il sole e l’aria facessero il suo corso!

E la limetta? E le pinzette? E le forbicine? Non so voi: io non porto unghie lunghe e di certo non voglio iniziare mentre sono in pellegrinaggio, a maggior ragione se questo accade per incuria e non per scelta! Perciò, orsù: facciamo che ci travestiamo da grizzly un’altra volta.

Salviette umidificate e gel per disinfettarsi, possono essere utilissimi al volo.

Cotton fioc. In realtà pare che siano stati banditi da molti stati, ma se ancora ne avete qualcuno , possono rivelarsi utili e non solo per grattarsi i timpani! ;D

Il borotalco.

So che ad alcuni rievocherà l’infanzia, ma io ho trovato nel talco un uso molto utile. Che non è spruzzarne nelle scarpe per attenuarne gli odori, ma usarlo contro sudore e umidità.

Parliamone. Io, se sudo, mi lavo! Come conto facciano tutte le persone della terra. In certi momenti, tuttavia, potrebbe essere difficile farlo e quella polverina sovviene facilmente in aiuto.

Supponiamo di essere in moto, alla guida. O di dover dormire o sostare in un luogo afoso, che ci porta a sudare. O passiamo la vita sotto l’acqua oppure, ve lo garantisco, oltre a tamponarsi con salviettine rinfrescanti e asciugamani, una bella “doccia” bianca – e no, non parlo di coca!!! – “asciuga” ed evita che l’umidita ci si appiccichi addosso.

Dirò di più. Anticamente il talco era utilizzato anche come shampoo a seccoOggigiorno lo vendono in comode confezioni chimiche, spray, che fanno una puzza da morirne intossicati. Ovviamente non si possono pretendere miracoli, ma fidatevi che – badando a distribuirlo bene prima e a scrollarsi di dosso l’eccesso poi – quella del talco è una straordinaria capacità di assorbire l’unto. Non vi farà la chioma come foste usciti dal coiffeur, certo… Talvolta io lo uso preventivamente: quando so di poter incontrare giornate calde, nonostante il sottocasco, una passata ce la do.

Sappiatemi dire!

Trucchi?

E mo? Io, da ragazza un pochino vanesia, c’è una cosa una che proprio non posso dimenticare a casa. Si chiama rossetto. È il mio unico vezzo senza il quale potrei sentirmi nuda, a volte. Non sono una donna che ama truccarsi, anzi. In realtà ne sono anche poco capace, però quel tocco di colore, spesso in contrasto o in accordo con il resto dell’abbigliamento, mi dà un senso di vivacità. E detto da una che ha i capelli rossi, direi che la monocromia non sia proprio il mio!

Ne ho così tanti da uscirmi dalle tasche e dalle borse, incluse quelle della tuta da moto (o antipioggia che sia) e accessori vari!

Less is more, quindi anche un filo di matita e\o di mascara, in aggiunta (o al posto di) per me bastano a dare un tono, senza eccedere né riempire la trousse. Anche lo smalto occupa poco spazio, però le unghie con lo smalto rovinato e smangiucchiato sono brutte e fannos ciatto. O ci si porta dietro l’occorrente, o è meglio demandare al rientro!

Voglio dire, un filo di make up non ha mai fatto male a nessuno. E poi, uno dei miei motti era:

dato che non sono brava, per lo meno vedo di essere carina!

 

E poi? E poi mi sa che sia l’ora delle cose serie.

Farmaci (clic for more)

 

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