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Andrea Maida – corso di guida

Andrea Maida – corso di guida

Il 24 marzo, e cioè ieri per me che scrivo ora, ho partecipato al III (ma per me secondo, dopo quello “subìto” nel 2017: Andrea Maida – I corso) corso di guida tenuto dal mio mitico Istruttore, Andrea Maida.

Non era la prima volta, anzi, e ammetto che nell’arco di un anno i miglioramenti sono stati netti. Ammetto anche che, oltre alla capacità di Andrea, ci ho messo pure del mio scarrozzando la mia moto per l’Europa e mangiandomi letteralmente migliaia di km!

Anche stavolta ho dormito nel medesimo albergo: Hotel la Radice ove ho trovato la stessa gentilezza e la stessa pace: se ci fosse un hotel in cui andare solo per sentirmi in pace, beh: uno sarebbe certamente questo.

Prima del dopocena all’Hops, sono andata a smangiucchiare qualcosa e, un po’ per pigrizia e  un po’ per caso, mi sono ritrovata al Borghetto, piccola locandina a pochi passi da dove pernottavo. Beh, che dire! Anche qui la gentilezza si sprecava e la bontà della cena pure.

Amici, birre e tante risate

Ovviamente la sera prima avevo fatto bisboccia con alcuni amici che non vedevo da poco meno di un annetto, nonostante le migliori intenzioni, del tipo:

Barbara: “Vale, è freddo. Se ti va passo a prenderti in auto, così ti vesti pure comoda”

Vale: “Sei sicura? Io domani ho il corso, non vorrei fare tardi ma nemmeno condizionarti.”

Barbara: “Vai tranquilla!!! Alle 11:30, 12:00 max si va via”.

E fu così che, alle 2:30, poco dopo essere rientrate, le due stavano ancora chattando! E, tra l’altro, a portarmi a casa non era stata nemmeno lei, ma un ragazzo dolcissimo che, effettivamente, vive dalle parti in cui andavo io. Quindi grazie, Devis! 😉

Perciò svegliarsi alle 7:00 è stato a dir poco traumatico, specialmente per una che spesso soffre di insonnia, accumulando ore di sonno perduto come fossero debiti con Equitalia.

Ma nonostante ciò mi è riuscito d’essere tra le prime arrivate!

La colazione, il briefing e qualche sbadiglio!

Sebbene abbia girato in tondo intorno al bar (il 3 Bon)  ove avevamo appuntamento, causa navigatore anarchico e cervello ancora mal funzionante, vi arrivo rischiando pure di imboccare un pezzo di strada contromano. Pirla sì, ma ancora non abbastanza da non realizzarlo per tempo.

Mi si fa gentilmente ricordare dalla regia che, se alla mia amica Lucia non fosse venuta una sana illuminazione, io a quell’ora sarei stata da tutt’altra parte.Troppo pigra per leggere le varie email che mi arrivavano, le ho scritto il minimo indispensabile su Whatsapp, perdendomi ovviamente tutte le indicazioni del caso. Evidentemente la mia fama mi precede e/o la gente mi conosce bene.

Giunta al bar conosco subito due ragazze, una delle quali sammarinese. Era arrivata la mattina stessa e io non ho potuto che darle della matta! Immaginate a che ora si sarà svegliata lei!!! Ma pareva tanto convinta che… boh: al cuor non si comanda e al sonno nemmeno.

Mentre io mi nutro graziosamente con un cornetto alla crema, un cappuccio e un caffè (rigorosamente basso e in vetro) e sì: tutti insieme (ci ha mai pensato nessuno che cappuccino e caffè hanno sapori diversi?!?!), ci raggiunge il resto della ciurma, finché non ci si ritrova tutti: io – altresì detta  Selvaggia – , Luana, Ingrid, Emanuela, Lucia – o Concettina, sempre su idea di Maida -, suo marito Carlo (dalla santa pazienza) e il Boss.

Ci si presenta, si smangiucchia ancora, si scioglie il ghiaccio e via, si parte con il briefing.

 

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